Doppia proroga in arrivo per i documenti contabili degli enti locali
Con il decreto legge “proroghe”, atteso nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri, il Governo si appresta a rinviare al 31 maggio le scadenze per l'approvazione del rendiconto 2020 e del bilancio di previsione 2021-2023, entrambe attualmente fissate al 30 aprile.
Il difficile calendario degli uffici finanziari vede come prima dead-line quella per la chiusura del consuntivo 2020, per il quale al momento c'è tempo solo fino a fine mese. Ma la strada verso il traguardo è complicata, soprattutto a causa delle difficili alchimie che riguardano i conteggi delle diverse risorse vincolate erogate dallo Stato per fronteggiare la pandemia e che dovrebbero confluire sia nel rendiconto che nella certificazione da trasmettere alla Ragioneria generale dello Stato. Anche tale adempimento, peraltro, è in scadenza al 31 maggio, che quindi si annuncia come un giorno cruciale nell'Agenda dei ragionieri.
Le difficoltà riguardano soprattutto la quadratura dell'allegato A/2 concernente la scomposizione dell'avanzo vincolato, nel quale devono confluire le economie sul «fondone» e sui ristori specifici di entrata e spesa.
Rispetto alla data del 30 aprile, la proroga al 31 maggio del termine per l'approvazione del bilancio di previsione 2021-2023 offre un mese in più anche per licenziare tutti i provvedimenti a corredo, in particolare quelle riguardanti le aliquote dei tributi e le tariffe per i servizi, fatta eccezione per la Tari, la cui scadenza è stata già posticipata al 30 giugno dal decreto legge 41/2021. Da segnalare che anche gli enti che hanno già dato il via libera al bilancio dovranno comunque rimetterci le mani dopo l'approvazione del rendiconto, come è normale che accada, ma più del solito vista la diffusa applicazione di avanzi vincolati presunti proprio per i fondi anti Covid.
Come l'anno scorso, lo slittamento in avanti della tempistica normale del ciclo contabile dovrebbe comportare anche la necessità di differire i termini successivi, a partire da quello sulla salvaguardia degli equilibri, che di solito scade al 31 luglio (insieme all'assestamento) e che dovrebbe essere allungato fino a fine settembre. In questo domino, inevitabilmente la scadenza ordinaria del 30 settembre, riguardante l'approvazione del bilancio consolidato relativo al 2020, dovrebbe essere fatto slittare al 30 novembre. Ma queste ultime misure al momento non sono state inserite nel provvedimento d'urgenza, mentre compaiono fra gli emendamenti al decreto Sostegni.
Fonte: Italia Oggi