Novità in merito alla sospensione delle notifiche per le cartelle esattoriali
L’andamento sussultorio della sospensione delle notifiche per le cartelle esattoriali si porta dietro lo “stop and go” delle verifiche sulla fedeltà fiscale delle imprese da parte delle amministrazioni pubbliche, che devono liquidare le loro fatture quando superano i 5mila euro.
Anche questa regola segue lo stesso calendario a singhiozzo che ha finito per caratterizzare l’attività della riscossione a causa della gestazione più lunga del previsto che ha accompagnato fino al consiglio dei ministri il decreto intitolato ai “sostegni”.
Il vecchio congelamento è terminato il 28 febbraio, la macchina si è riattivata il 1° marzo e si riferma ora per la nuova sospensione (entrata in vigore con il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri) fino al 30 aprile. Salvo proroghe, ovviamente, perché l’allungamento previsto per il blocco delle notifiche allinea la sua durata a quella dello stato di emergenza.
I numeri della terza ondata pandemica non sembrano preparare il ritorno alla normalità a partire dal 1° maggio, con l’addio al multi prorogato stato di emergenza.
In ogni caso, almeno per le prossime sei settimane, i pagamenti alle imprese fornitrici tornano liberi anche quando superano i 5mila euro, e non hanno bisogno della verifica di fedeltà fiscale in base alla quale gli enti sono tenuti a informarsi dall’agente della Riscossione su eventuali pendenze del beneficiario prima di dare il via libera alla fattura.
L’aggancio alle regole delle notifiche non è esplicito, ma va ricavato da un intrico normativo sviluppato lungo tutta la linea dei decreti emergenziali.