Dal decreto “Sostegni” arrivano notizie buone e meno buone per gli enti locali
Tra le sorprese negative arrivate per gli enti locali dalla versione finale del decreto “Sostegni” c’è anche l’addio all’ipotesi di rinvio al prossimo anno per il Fondo di garanzia dei debiti commerciali, su cui il governo aveva aperto un confronto che avevano preceduto il consiglio dei ministri. A meno di inserimenti in extremis nel testo, se ne riparlerà solo in Parlamento. Ma così i tempi si allungano, moltiplicando le incertezze per i conti.
Nel frattempo prende forma la proroga al 30 aprile del termine per la chiusura dei bilanci preventivi, spuntata come norma nelle bozze del decreto “Sostegni”, ma attesa sotto forma di decreto ministeriale giovedì prossimo nella Conferenza Stato-Città. E viene spostata al 28 agosto (dal 30 aprile) la data ultima per adempiere ai questionari dei fabbisogni standard (i famosi “SOSE”), la cui mancata restituzione nei termini fa scattare la sanzione del blocco dei trasferimenti.
Per il resto, il decreto prevede, come da anticipazioni, l’incremento di un miliardo del Fondone 2021 e l’istituzione di un ristoro di 250 milioni per le minori entrate ottenute dall’imposta di soggiorno. Nell’elenco delle novità del decreto “Sostegni” manca invece l’alleggerimento sul Fondo crediti dubbia esigibilità.
Sul Fondo di garanzia per i debiti commerciali, per il momento l’orizzonte resta quello delle modifiche giunte con la conversione del decreto “Milleproroghe” (articolo 1, comma 4-quater, Dl 183/2020), con le quali è stata concessa la deroga alla tassatività dell’elaborazione mediante la Piattaforma dei crediti commerciali (Pcc) dei due indicatori che fanno scattare l’obbligo di accantonamento. Gli enti potranno dunque calcolarli sulla base delle informazioni contenute nelle proprie contabilità.
Il decreto incrementa poi di un miliardo il fondo 2021 per l’esercizio delle funzioni degli enti locali (articolo 106 del Dl 34/2020). Il riparto punta sempre su un acconto di 220 milioni, di cui 200 ai Comuni e 20 a favore di Province e Città metropolitane.