News n. 12 / Marzo 2021

08
Mar, 2021

Partenza difficile per i pagamenti digitalizzati della Pubblica Amministrazione. Oltre al ritardo degli enti periferici nell’attivazione del canale PagoPa, si stanno verificando rallentamenti anche a livello dell’infrastruttura centrale.

Dal 1° marzo PagoPa dovrebbe rappresentare il canale pressoché esclusivo per i versamenti (a parte quelli in contante presso il tesoriere e i modelli F24), ma quasi ovunque restano in uso anche i canali più tradizionali, come i bollettini postali. Del resto è inevitabile un avvio graduale, dal momento che si tratta di modificare abitudini consolidate non solo dei creditori, ma anche degli stessi debitori, cittadini e imprese.

In ogni caso nessuna norma impone ai tesorieri di non accettare pagamenti al di fuori del sistema PagoPa, e la stessa Antitrust ha sottolineato la possibilità di utilizzare sistemi alternativi, come la domiciliazione bancaria. Sta di fatto, comunque, che il canale è attivo ma poco utilizzato, soprattutto perché poco competitivo in materia di costi (le commissioni richieste dagli intermediari sono solitamente più elevate di quelle relativi ad altri sistemi di pagamento).

Un discorso a parte merita l’app Io, sulla quale dovrebbero convergere anche i pagamenti veicolati dal sistema PagoPa. L’app informa di essere in fase di aggiornamento proprio in relazione al PagoPa per implementare i requisiti previsti dalla Direttiva sui servizi di pagamento (conosciuta come Psd2), che dovrebbe rendere le transazioni ancora più sicure.

Ricordiamo che sul tema della digitalizzazione è operativo il Fondo per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, istituito con il Decreto Rilancio. È prevista l’assegnazione di contributi ai Comuni, che sono chiamati a espletare le attività necessarie per rendere accessibili i propri servizi attraverso Spid (Sistema pubblico di identità digitale) e Cie (Carta d’identità elettronica), per portare a completamento il processo di migrazione dei propri servizi di incasso attraverso la piattaforma PagoPa e per rendere fruibili ai cittadini i propri servizi digitali tramite l’app Io. Sono stati oltre 5.500 i Comuni che hanno richiesto di accedere, che a breve potranno ottenere un primo acconto pari al 20% dei costi sostenuti.


LW