News n. 4 / Marzo 2021

01
Mar, 2021

Ultimo mese per regolamentare il Canone unico.

Solo un mese di tempo, di qui al 31 marzo, per approvare i regolamenti comunali con la disciplina del nuovo Canone unico. In caso contrario i Comuni non potranno più continuare a incassare i tributi per l’occupazione degli spazi pubblici, spazi pubblicitari e aree mercatali, perché i prelievi attualmente in vigore (Tosap, Cosap, Imposta sulla pubblicità e pubbliche affissioni) sono stati abrogati a partire dal 1° gennaio 2021.

La richiesta di rinvio del Canone unico al 2022 non ha trovato posto nel decreto Milleproroghe e quindi il capitolo al momento è chiuso. Gli enti dovranno quindi attivarsi entro fine marzo, termine per l’approvazione dei bilanci di previsione, per approvare i nuovi regolamenti comunali, se non vorranno trovarsi con un’importante leva tributaria congelata per il 2021.

Si precisa che solo i Comuni con più di 20.000 abitanti sono tenuti ad approvare il Piano generale degli impianti pubblicitari. Tutti i Comuni, invece, a prescindere dal peso demografico, dovranno disciplinare nel nuovo regolamento i dati sul numero e la superficie degli impianti, a prescindere dall’esistenza o meno di un Piano generale.

Il mantenimento o la soppressione del servizio di pubbliche affissioni sono rimessi all’autonoma decisione del Comune. L’obbligo di istituzione del servizio è stato sostituito con la pubblicazione delle comunicazioni istituzionali nei siti web ufficiali dei Comuni. Il regolamento non dovrà necessariamente disciplinare le modalità di svolgimento delle pubbliche affissioni, ragion per cui si potrebbe confermare il contenuto del regolamento previgente, eventualmente adattandolo alle esigenze del servizio.

Con riferimento al canone mercatale, che, limitatamente ai casi di occupazioni temporanee, sostituisce il prelievo sui rifiuti, l’Ifel (fondazione Anci) ritiene non più applicabile ai mercati il prelievo sui rifiuti giornaliero.

Pertanto, in assenza di una più specifica disciplina, i costi del servizio potranno essere considerati al pari dello spazzamento delle strade e quindi posti all’interno del Piano rifiuti, oppure a carico del bilancio comunale sotto forma di agevolazioni di carattere generale, compensative della mancata copertura della relativa quota di costi del servizio da parte delle utenze interessate dal pagamento del canone temporaneo.

Le occupazioni nei mercati che si svolgono con carattere ricorrente e con cadenza settimanale saranno quindi da considerare come occupazioni temporanee e non permanenti.

 


LW