News n. 3 / Marzo 2021

01
Mar, 2021

Fondi Recovery: priorità ai progetti comunali

Le notevoli risorse di cui l’Italia disporrà a partire dal terzo trimestre del 2021 sono l’occasione non solo per avviare la ripresa e la crescita del nostro Paese, ma anche per ripensarlo. I sindaci hanno chiesto che almeno il 10% delle risorse del Recovery Plan sia dato da gestire direttamente ai Comuni. Questo perché gli stessi sono il primo avamposto dello Stato sui territori, così come i sindaci sono i rappresentanti delle istituzioni più vicine ai cittadini e hanno chiare le esigenze delle imprese locali. E inoltre hanno progetti già pronti, capaci di mettere insieme più enti e di fare rete.

Accanto alla centralità nelle scelte e nella gestione dei fondi, i sindaci affiancano inoltre un altro grande tema, di cui si parla da tempo: occorre una grande riforma di sburocratizzazione, accanto a una riforma del Codice degli Appalti, che permetta  di far partire i lavori con maggiore velocità, avvicinando l’Italia perlomeno agli altri Paesi europei. Puntare sui controlli ex post e sulle autocertificazioni, per esempio, permetterebbe alle imprese di partire subito, abbattendo tempi enormi che comportano incertezze e aumenti di costi e, in definitiva, disincentivano la creazione di lavoro.

Inoltre, una maggiore attenzione verso la sostenibilità ambientale potrebbe aiutare a compiere una svolta e ripensare anche il nostro modello di sviluppo, che negli anni ha determinato lo spopolamento delle aree periferiche (o “di mezzo”), concentrando la popolazione nei grandi agglomerati urbani. Va in questa direzione l’utilizzo di nuovi strumenti per la misurazione del Benessere equo sostenibile (Bes), sensibilmente diverso da misurazioni che si basano soltanto sulla produzione (come il prodotto interno lordo pro capite).

I sindaci faranno dunque la loro parte, chiedendo di essere ascoltati, nel rispetto dei differenti piani istituzionali, perché solo facendo rete sarà possibile realizzare un Paese più forte, equo e vivibile.

 


LW