News n. 10 / Febbraio 2021

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Feb, 2021

 Slitta il Fondo garanzia debiti commerciali

Tra i principali emendamenti al decreto Milleproroghe (DL 183/2020), di interesse per gli enti locali, segnaliamo la richiesta di rinvio di un anno dell’obbligo di accantonamento del Fondo garanzia debiti commerciali (Fgdc). La crisi politica, infatti, ha rallentato i lavori per la conversione del provvedimento, imponendo un contingentamento dei correttivi che verranno discussi e votati.

Fra le proposte più gettonate (e caldeggiate anche dall’Anci), infatti, vi è proprio il posticipo al 2022 dell’entrata in vigore delle sanzioni previste dai commi 859 e seguenti della Legge di Bilancio 2019, i quali impongono, in conseguenza della violazione dei termini di pagamento delle transazioni commerciali o della mancata riduzione del debito pregresso, di accantonare una percentuale (variabile dall’1 al 10%) della spesa destinata all’acquisto di beni e servizi. L’applicazione immediata creerebbe problemi derivanti dal non completo allineamento del contenuto informativo della PCC (piattaforma crediti commerciali) con le scritture contabili locali. Da qui la richiesta di differimento.

Un’altra novità è quella inserita in vari emendamenti prioritari ed è finalizzata a incidere sull’art. 48-bis del DL 104/2020, che ha introdotto misure di rafforzamento degli organici dei servizi educativi e scolastici gestiti direttamente dai Comuni. La norma prevede che la maggiore spesa di personale (rispetto a quella sostenuta nel 2019) per contratti del personale educativo, scolastico e ausiliario impiegato dai Comuni e dalle Unioni di Comuni, non si computa ai fini delle limitazioni finanziarie stabilite dalla legge. La modifica proposta punta a un doppio risultato: da un lato estendere la disciplina richiamata anche per l’anno scolastico 2021-2022, dall’altro ampliarne la portata dai soli contratti a tempo determinato a tutti gli altri contratti diversi dal tempo indeterminato.

Da segnalare, infine, l’emendamento finalizzato ad escludere l’applicazione dell’art. 21, comma 1, del DLGS 175/2016 sui risultati d’esercizio conseguiti dalle società partecipate negli anni 2020, 2021 e 2022. In tal modo verrebbe meno l’obbligo per gli enti di accantonare a bilancio un fondo vincolato per un importo pari alla perdita non immediatamente ripianata, in misura proporzionale alla quota di partecipazione nella società.


LW