Motivare gli affidamenti “in house”
La convenienza di un affidamento “in house” rispetto al ricorso al mercato va sempre motivata. È uno dei principi base delle linee guida che l’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) ha messo in pubblica consultazione per fornire indicazioni utili alle stazioni appaltanti, che devono predisporre la motivazione richiesta dall’art. 192, comma 2, del codice dei contratti pubblici, nel caso di affidamento diretto a società in house.
La disposizione prevede un onere motivazionale che presuppone lo svolgimento di un’indagine comparativa, volta a dimostrare la convenienza economica dell’affidamento interno.
Più precisamente, la norma, che si applica ai contratti aventi ad oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza, richiede che le stazioni appaltanti effettuino preventivamente la valutazione sulla congruità economica dell’offerta dei soggetti in house, avuto riguardo all’oggetto e al valore della prestazione, dando conto della motivazione del mancato ricorso al mercato, nonché dei benefici per la collettività della forma di gestione prescelta. Lo scopo dell’Anac è quello di fornire indicazioni pratiche per orientare l’azione degli enti interessati verso comportamenti conformi alla normativa vigente e soprattutto uniformi, favorendo al tempo stesso la diffusione delle migliori pratiche.
La scelta è stata quella di intendere il termine “concorrenza” riferendosi ai servizi prestati in modo alternativo sul mercato, e quindi in ogni caso in cui vi sia una concorrenza per il mercato o nel mercato. La valutazione è quindi dovuta anche nel caso di servizi offerti in regime di monopolio o di oligopolio, e nel caso di servizi che possano essere concessi in esclusiva ad un unico operatore. Nelle linee guida si prevede che le stazioni appaltanti, nel motivare le ragioni del mancato ricorso al mercato, debbano esplicitare le valutazioni effettuate in merito alla congruità economica dell’offerta e ai benefici per la collettività della forma di gestione prescelta. Se la motivazione viene omessa o risulta insufficiente vi sono conseguenze in termini di illegittimità dell’affidamento e di responsabilità amministrativa e contabile del soggetto deputato alla scelta.
C’è da ritenere che le linee guida interesseranno un numero cospicuo di enti pubblici, se solo si pensa che per la Corte dei Conti gli affidamenti diretti di servizi pubblici, secondo il modello dell’in house providing, costituiscono il 93% del totale degli affidamenti disposti dagli enti locali.