I chiarimenti forniti dalla Ragioneria sui vincoli connessi ai ristori non utilizzati
Le attività di determinazione dei vincoli per il rendiconto sono ancora in pieno svolgimento, e anche per chi è in procinto di approvare il documento in consiglio le novità impongono un aggiornamento delle risultanze finora quantificate.
L'ultima è contenuta nella Faq n. 38/2021, attraverso sui la Ragioneria generale dello Stato ha fornito chiarimenti relativi alla determinazione dei vincoli connessi ai ristori specifici di entrata non utilizzati. Si tratta, nello specifico, dei contributi compensativi del minor gettito dell'Imu, della Tosap/Cosap e dell'imposta di soggiorno, previsti rispettivamente dagli articoli 177, 181 del Dl 34/2020 e dell'articolo 40 del Dl 104/2020.
Le indicazioni ministeriali vanno analizzate separatamente.
Imposta di soggiorno. L'imposta di soggiorno, il contributo di soggiorno e il contributo di sbarco hanno natura vincolata e devono essere destinati a interventi a sostegno del turismo. Ma il ristoro di entrata riconosciuto dallo Stato a fronte dei minori introiti dovuti alla pandemia assume natura vincolata? Secondo la Faq 38 sì, in considerazione del fatto che i ristori "per i quali non si sono registrate minori entrate, devono essere rappresentati distintamente e specificamente nei "Vincoli di legge". In questo caso, nel prospetto a2) si procede ad iscrivere nella colonna c) "Entrate vincolate accertate nell'esercizio N" sia la quota accertata dal Comune sia il ristoro da parte dello Stato. Nella colonna d), "Impegni esercizio N finanziati da entrate vincolate accertate nell'esercizio o da quote vincolate del risultato di amministrazione", si riporteranno gli impegni di spesa finanziati con i proventi dell'imposta di soggiorno".
In sostanza, viene chiesto di evidenziare nei vincoli dell'imposta di soggiorno non solo i proventi veri e propri, ma anche il contributo statale preordinato a ricostituirne il gettito per sostenere la relativa spesa. Ragion per cui se l'ente ha accertato proventi per 100mila euro nel 2020 e ha ricevuto 45mila euro di ristoro, nelle entrate accertate a titolo di imposta di soggiorno dovrà indicare 145mila. Come parte spesa dovrà quindi indicare tutte le spese finanziate con questi proventi, così che le eventuali risorse non utilizzate siano correttamente determinate al 31 dicembre. Ne consegue che, ai fini della determinazione dell'avanzo vincolato da “Fondone”, dal saldo della certificazione dovrà essere sottratta la differenza tra maggiore(+)/minore (-) imposta di soggiorno accertata al netto del ristoro specifico. Inoltre, nella sezione 2 – Spese, non dovranno essere indicate le minori spese derivanti dalla riduzione del gettito dell'imposta, in quanto il relativo vincolo è già assolto nella specifica voce del prospetto a.2
Ristori Imu e Tosap/Cosap. Per queste entrate, la Faq precisa che le risorse vincolate derivanti dai ristori "per i quali non si sono registrate minori entrate, devono essere rappresentate tra i "Vincoli da legge, congiuntamente a quelle del Fondo per le funzioni ex articolo 106 del Dl 34/2020". In questo caso la posizione della RGS appare meno condivisibile. Il comma 823 della Legge di bilancio 2021, ponendo un vincolo specifico sulle risorse previste dall'articolo 106 del Dl 34/2020, pone un vincolo sul solo “Fondone”, senza includere gli ulteriori ristori concessi per far fronte alle minori entrate. La Faq 38, per contro, sembrerebbe affermare che tutti i contributi compensativi del mancato gettito dell'Imu riconosciuti in questi anni assumono tout court natura vincolata. In secondo luogo, non si comprende come operi questo ipotetico vincolo. Ovvero se i ristori delle perdite di gettito Imu-Tosap/Cosap possono essere destinati solamente a coprire le perdite di gettito dei tributi a cui sono riferite: in tal caso si potrebbe arrivare al paradosso che l'ente, pur avendo registrato perdite su altre voci di entrata, non può utilizzare questi ristori per coprire altri gettiti persi, con il rischio di non vedersi integralmente riconosciuti tali importi. In questo caso sarebbe necessario esporre tra i vincoli di legge una voce separata solo per il contributo Imu e Tosap/Cosap, con l'altra probabilità di restituzione qualora anche nel 2021 non dovessero essere utilizzati. Quest'interpretazione però sembra non essere conciliante con la struttura della sezione I della certificazione che, detraendo i ristori di entrata dallo stock delle minori/maggiori entrate, lascia presupporre un'analisi generale dell'andamento delle risorse, tra l'altro in coerenza con il principio generale dell'unità del bilancio; oppure se possono essere destinati a coprire tutte le altre eventuali perdite di entrata diverse da Imu e Tosap/Cosap; o, infine, se tali ristori possono essere utilizzati anche per coprire eventuali maggiori spese Covid non coperte dalle minori spese. In tal caso l'obbligo di vincolare queste risorse sussisterebbe solamente se l'ente non ha utilizzato in tutto o in parte le risorse del fondo funzioni fondamentali, a prescindere dal fatto che si siano verificate le minori entrate a cui sono destinati i ristori. A questo punto l'avanzo sarebbe determinato come sommatoria del “Fondone” e dei ristori non utilizzati.
La terza soluzione appare senza dubbio quella di più semplice applicazione, seppure in assenza di un supporto normativo. L'interpretazione estensiva della fonte vincolata circa i ristori specifici di entrata, inoltre, riapre anche la necessità di valutare la giacenza della cassa vincolata, ponendo agli enti con tensioni di liquidità anche problematiche circa la disponibilità dell'eventuale anticipazione di tesoreria in utilizzo.
È evidente, in ogni caso, come si stia stringendo il cerchio attorno alle risorse Covid assegnate dallo Stato agli enti locali nel 2020. Da risorse non vincolate hanno assunto oramai la natura di risorse integralmente vincolate con puntuali e stringenti obblighi di rendicontazione per i quali mancano, tuttavia, adeguati strumenti. Il modello certificativo non è infatti pensato per supportare la determinazione delle quote vincolate e a fatica gli enti stanno cercando di farsi strada in questo complesso intreccio di regole e numeri. E quando arrivano in fondo, si accorgono spesso di non avere sufficienti risorse libere per onorare i vincoli, finendo così in disavanzo.
Fonte: IlSole24ore.com
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